Il Metodo Validation

28.4.10

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11.4.10

Un’esperienza speciale

Vorrei partire dalla fine in questa mia comunicazione.

Quando le 16 allieve dell’ultima classe di 1° livello con cui ho avuto il piacere di lavorare mi hanno detto di sedermi, non potevo immaginare cosa ci fosse lì ad aspettarmi... Un video! Un emozionante video! Un regalo di fine percorso pieno di fotografie, frasi, musiche, emozioni!

Ci sono tutte le allieve con cui ho condiviso fatiche e soddisfazioni, tutte della stessa struttura. Ci sono i grandi anziani, quelli con cui ci siamo allenate ad usare validation. C’è anche una bambina … perché c’è chi ha partorito strada facendo. C’è il Direttore, sempre di corsa, ma che non si dimentica mai di “esserci”.

Tra le tante frasi che francamente mi hanno fatto piangere, c’è questa:
“Grazie per averci aiutato ad allargare la vita quando invece molti fanno di tutto per allungarla”.

Grazie a queste splendide persone, grazie.

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26.11.09

Anche quest'anno al Congresso Nazionale

Anche quest'anno abbiamo proposto al Congresso Nazionale un lavoro secondo noi significativo fatto col contributo del Metodo Validation. Vi proponiamo l'abstract della comunicazione orale che andremo a fare il 4 dicembre al Corso di Riabilitazione.

DEMENZA VASCOLARE: UN CASO CLINICO GESTITO COL CONTRIBUTO DEL METODO VALIDATION®

C. Siviero, E. Mazza, A. Cerri
Fondazione Castellini onlus, Melegnano (Mi)
Scopo: ci proponiamo di comunicare un’esperienza, che riteniamo significativa, accorsa nella nostra Fondazione dall’aprile 2007 a tutt’oggi. Una paziente di età molto avanzata, affetta da demenza vascolare, è stata seguita da un’ equipè composta da alcuni operatori validation di 1° e 2° livello, in un ambiente protetto, in cui tutto il personale aveva comunque una formazione validation di base (3). Di fatto la paziente ha usufruito di un atteggiamento convalidante da parte del personale in generale, di incontri validation specifici (2) e della relazione con altri anziani affetti da demenza in sedute di gruppo (1). Nella quotidianità della paziente sono intervenute inoltre altre risorse acquisite precedentemente dall’ equipè. Va anche detto che senz’altro un contributo fondamentale all’ottenimento dei risultati è stato dato dalla gestione farmacologia. Si consideri infine la collaborazione positiva dei familiari che hanno partecipato agli incontri validation e ne hanno beneficiato nel migliorare il rapporto con la paziente e con l’equipè.
Il caso clinico: la signora B. J. affetta da demenza vascolare, di anni 88, vedova da circa 20 anni, un figlio deceduto in giovane età, fino al ricovero nella RSA della nostra Fondazione ha vissuto da sola. Ha lavorato come maestra elementare ed è sempre stata una donna molto impegnata in politica, di grande cultura, autoritaria e indipendente. All’ingresso sono già presenti deficit cognitivi moderati associati a disturbi del comportamento quali agitazione psicomotoria, deliri, disinibizione, irritabilità, depressione. Dapprima inserita in un nucleo di RSA, viene poi trasferita nel Nucleo Alzheimer per peggioramento dei disturbi del comportamento. Un operatore validation si è comunque occupato della paziente fin dal ricovero. Dal gennaio 2008 la signora viene inserita in un gruppo di anziani che si riuniscono una volta alla settimana con un conduttore validation. All’interno di tale gruppo tutti i partecipanti hanno un ruolo e la signora è la “Presidentessa”, colei che apre, chiude la riunione e contribuisce alla scelta del tema del giorno. Strumenti di verifica dell’efficacia del metodo: MMSE, UCLA, CDR, BARTHEL. Risultati







Situazione attuale:

-abilità funzionali mantenute, dipendenza parziale nelle attività di vita quotidiana,

-disturbi comportamentali nettamente diminuiti e gestibili,

-buona la relazione con gli operatori e con gli altri pazienti,

-coinvolgimento nelle attività di nucleo e in quelle di animazione che abbiano contenuti culturali.

Conclusione: si è potuto constatare un significativo miglioramento dei disturbi caratteristici di questa patologia, come è possibile osservare dal grafico del test UCLA, notoriamente evolutiva in senso peggiorativo, conseguente al passaggio dal reparto di RSA al Nucleo Alzheimer, in cui il Metodo Validation è applicato costantemente ed integralmente come strumento di lavoro.

Bibliografia: 1) Feil N. Group Therapy in a Home for the Aged, The Gerontologist 7, 192-195, (1967). 2) Feil N. Validation il Metodo Feil, Minerva Edizioni (2008). 3) Morton I. La persona con demenza, Erikson Edizioni (2004)

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23.11.09

L'Organizzazione Validation® Autorizzata

Un anno fa nasceva l' Organizzazione Validation® Autorizzata della Fondazione Castellini di Melegnano.

La certificazione per la diffusione del Metodo Validation viene fornita in tutto il mondo dal VTI, Validation Training Institute ( www.vfvalidation.org ), la cui Direttrice Esecutiva è Naomi Feil. Si tratta di una Organizzazione no-profit nata per supportare tutti coloro che lavorano con Validation e per mantenere autentica la filosofia del Metodo.

Il nostro punto di riferimento diretto è Vicki de Klerk – Rubin, la quale coordina le Organizzazioni Validation Autorizzate (AVO Authorized Validation Organization) di Austria, Belgio, Francia, Germania, Svezia, Svizzera e Italia, oltre ad individui di altre nazioni interessate, raccolte sotto un unico cappello denominato EVA, l' European Validation Association ( www.validation-eva.com ). Le varie AVO europee si riuniscono una volta all’anno per confrontarsi sul Metodo Validation, che risulta in tal modo in continua evoluzione.

L' OVA della Fondazione Castellini è una delle Organizzazioni Validation Autorizzate.
Nata nel dicembre 2008 presso la Fondazione Castellini ( www.fcrm.it ) di Melegnano (Mi), è in grado di fornire informazioni sul Metodo Validation e diffonderne la filosofia tramite corsi autorizzati.

Responsabile di tale Organizzazione è il dott. Roberto Delzotto, Direttore Generale della Fondazione Castellini e la coordinatrice sono io. L’OVA Castellini agisce in collaborazione con altri tre insegnanti della A.S.P. ITIS di Trieste ( www.itis.it ) nelle seguenti regioni di competenza specifica: Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Esiste un’altra Organizzazione Autorizzata in Italia con competenza in Emilia Romagna, Liguria, Toscana e Umbria. E’ possibile anche per altre regioni italiane avere accesso a corsi autorizzati e in ogni caso tutti ci possono contattare per avere informazioni più precise e dettagliate.

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30.11.08

Il congresso di Gerontologia a Firenze: c'eravamo anche noi!


Al Congresso Nazionale di Gerontologia e Geriatria c'eravamo anche noi con un'interessante poster di cui vi propongo l'abstract. L'articolo è stato premiato con la pubblicazione dell'abstract stesso negli atti del congresso.


UN’ALTERNATIVA PER CONTENERE I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO: IL METODO VALIDATION®: ATTEGGIAMENTO CONVALIDANTE, INTERVENTI INDIVIDUALI E RIUNIONI DI GRUPPO.C.Siviero, A.Cerri, M.Girotti, Fondazione Castellini – Residenza Socio Sanitaria di Melegnano – onlus.

SCOPO: questa relazione vuole dare un contributo alle dimostrazioni dell’utilità della comunicazione convalidante con persone anziane affette da demenza e con disturbi del comportamento. Tali disturbi hanno sempre rappresentato, non solo nella nostra esperienza (4), un problema in primis per i pazienti, poi per i familiari e infine per tutti gli operatori che si sono trovati a lavorare a diretto contatto con questa patologia.

L’uso del Metodo Validation si è rivelato un valido strumento capace di intervenire su tutti e tre questi fronti; esso è una tecnica di comunicazione che suddivide il percorso della malattia in quattro fasi e usufruisce di tecniche specifiche per ogni fase.

Tale Metodo venne messo a punto tra il 1963 e il 1980 da Naomi Feil (2), in risposta ai metodi esistenti, basati sullo sforzo di preservare il più possibile le capacità cognitive dei pazienti e non soddisfacenti a rispondere ai bisogni delle persone affette da demenza, dei loro familiari e degli operatori. La Feil parte dal presupposto che queste persone abbiano bisogno di poter esprimere, a modo loro, i sentimenti intrappolati nella confusione della loro mente.

Si riporteranno i risultati di due gruppi Validation che da anni vengono condotti all’interno della Fondazione, tenendo presente che sono stati formati ed emotivamente aiutati i familiari di questi e di altri pazienti, istruiti gli operatori ad usare l’atteggiamento di base e che vi sono in Fondazione pazienti seguiti anche individualmente.

MATERIALI E METODI: brevi corsi sull’atteggiamento convalidante al personale; incontri periodici coi familiari; tecnica individuale (3), che consiste in conversazioni della durata di 10-15 min. per due o tre volte alla settimana, in cui l’operatore usa le tecniche adeguate alla fase della malattia basando la propria comunicazione sulla legittimazione dei sentimenti altrui e sul rapporto empatico, non facendo ragionare il paziente né consolandolo né tranquillizzandolo né spostando l’attenzione su altro; tecnica di gruppo (1): il gruppo Validation, 5/6 persone, si svolge una volta alla settimana e dura circa un’ora. La procedura, sempre uguale, ha la funzione di infondere sicurezza. Tutta la riunione ruota intorno al ruolo specifico di ogni partecipante, cosa che infonde autostima e dignità. Sono presenti momenti ludici e rilassanti che permettono il recupero dell’energia là dove ci sia stato uno sforzo di concentrazione. Come per gli incontri individuali,quello che accade di rilevante è l’ascolto delle emozioni in un ambito sicuro e protetto (6).
Casistica: 1°gruppo, 5 persone tutte donne, di età compresa tra gli 88 e i 92 anni con 3 diagnosi di demenza di Alzheimer e 2 demenze vascolari, tutte con disturbi del comportamento. 2°gruppo, 6 persone di età compresa tra i 76 e gli 87 anni con 3 diagnosi di Alzheimer, 2 vascolari, una senile, tutte con disturbi del comportamento.
Criteri di scelta: problemi manifestati dall’équipe per difficile gestione dei comportamenti disturbati (vedasi sperimentazione di F.Munsch punto c) (5). Strumenti: osservazioni dei familiari e del personale; tests: MMSE, CDR, UCLA, BANSS, BARTHEL e TINETTI; variazioni terapeutiche nel corso del trattamento.

RISULTATI: abbiamo di fatto potuto rilevare una riduzione quantitativa e qualitativa nella somministrazione di farmaci col procedere del trattamento. Solo due pazienti verso la fine del periodo di osservazione hanno richiesto la ripresa di una terapia serale inducente il sonno. Meno rilevanti invece, le variazioni nei tests, che hanno dimostrato miglioramenti solo in alcuni casi sporadici. Del resto lo stesso mantenimento di una stazionarietà dei punteggi in una patologia notoriamente evolutiva può essere considerato un risultato positivo.
Certamente il dato più significativo è stato il costante apprezzamento e sollievo che si è potuto rilevare in tutte le testimonianze di familiari e operatori sia rispetto allo stress da assistenza sia rispetto alla maggiore serenità degli assistiti.

CONCLUSIONE: I pazienti che hanno avuto a disposizione nella loro quotidianità operatori legittimanti, familiari meno spaventati, operatori specializzati nella tecnica individuale, hanno, a nostro parere, usufruito di uno strumento fondamentale per la gestione dei loro disturbi. Nel partecipare ai gruppi Validation hanno spesso trovato soluzioni a problemi comuni, capacità di condivisione, desiderio di aiutarsi. Messi in un contesto adeguato sembrano ritrovare energie e capacità comunicative in genere perse. Se per autoguarigione del gruppo intendiamo un processo di miglioramento che va verso lo “stare meglio” fisico ed emotivo, è nostra convinzione che questo nei gruppi Validation accada.

BIBLIOGRAFIA: 1) Feil N. Group Therapy in a Home for the Aged, The Gerontologist 7, 192-195, (1967). 2) Feil N. Il Metodo Validation (1996) Sperling&Kupfer. 3) Feil N. Validation il Metodo Feil, Minerva Edizioni (2008). 4) Morton I. La persona con demenza, Erikson Edizioni (2004). 5) Munsch F. Prise en charge des troubles psyco-comportamentaux chez des prsonnes agees en institution, atteintes de deficences cognitives (2000). 6) Rogers C. I gruppi di incontro, Astrolabio (1976).

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27.10.08

Per voi Operatori Validation certificati 1° livello

Carissimi,

non mi è facile raggiungervi!

Sono cambiati i vostri indirizzi, il luogo di lavoro, l’indirizzo mail…per questo ho deciso di fare un post sul blog dedicato a voi.

Gli operatori Validation di 1° livello di tutta Europa sono accomunati dal bisogno di essere supportati e chiedono fortemente una supervisione almeno una volta all’anno.


Dopo essermi confrontata con altri insegnanti ho pensato dunque di proporre una supervisione annuale, alla portata di tutti, in cui ci sia la possibilità sia di fare domande ed esporre dubbi, sia di dire come si sta lavorando per ricevere un feedback. Questi sono infatti i due obiettivi principali che vogliamo raggiungere.

Molti di voi non hanno più avuto la possibilità di praticare Validation purtroppo, ma questo non significa che non si possa recuperare.

Tra l’altro sono cambiate alcune cose perché Validation, ve lo ricordo, cammina.

Per il primo incontro vi propongo un vero e proprio ripasso/aggiornamento, per poi nei prossimi anni darci un appuntamento fisso più sullo stile della supervisione.

Il periodo a cui mi riferisco è febbraio, la data da definirsi.

Chi fosse interessato mi può mandare una mail (cinzia-siviero@tiscali.it) o telefonarmi (02.982201 tutte le mattine tranne il venerdì) e qualora ci fosse un argomento che volesse riprendere me lo può segnalare.

Sarà mia premura raccogliere le pre-adesioni per poi mandarvi l’invito definitivo.


A presto!

Cinzia Siviero

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12.8.08

I corsi Validation®

Come riportato nelle news del mio sito sono aperte le pre-iscrizioni al mio corso di 1° livello. Tale corso partirà durante l’autunno 2008 e verrà presentato durante una mezza giornata gratuita il 18 settembre a Melegnano (vedi programma nel sito).
Ricevo molte e-mail di persone interessate che mi chiedono dettagli sulla struttura di questi corsi. Ecco quindi qualche notizia.

Al corso per Operatore Validation certificato 1° livello, vi accede chiunque. L’unica cosa richiesta e necessaria è la possibilità di lavorare con pazienti affetti da demenza. La Fondazione Castellini di Melegnano (MI), dove si terrà il mio corso, mette a disposizione eventualmente la possibilità di svolgere tirocinio al suo interno.

Il corso ha una sua struttura specifica: cinque blocchi da due giornate l’uno e una supervisione tra un blocco e l’altro, distribuiti su minimo di sei mesi; in genere, però, ci si prende molto più tempo. Per esempio, qualora il corso si iniziasse il prossimo novembre, si faranno due giornate di lezione a novembre e a dicembre la supervisione; due giornate a gennaio e a febbraio la supervisione e così via.

Questo perché questa tecnica non può essere studiata e via; deve essere assimilata, ti deve conquistare dentro. Ci vuole un tempo per questo.

A volte viene messo a disposizione degli allievi un blocco Zero, diciamo introduttivo, non obbligatorio ma che io raccomando particolarmente perché estremamente utile ed interessante. In questo blocco si comincia parlare di emozioni ed empatia.

Durante i blocchi si affrontano i vari argomenti teorici e si fanno esercitazioni. Si lavora su alcuni casi che poi vengono portati in classe per essere corretti e rivisti insieme. Uno strumento frequentemente usato è la videocamera, che dapprima può risultare antipatica e imbarazzante ma poi conquista. E’ un ottimo strumento per rivedersi e modificare il proprio comportamento. L’allievo si riprende mentre comincia ad applicare il metodo poi le riprese vengono esaminate per correggere gli errori.

Durante la supervisione, dove il gruppo classe si divide in piccoli sottogruppi, l’insegnante si dedica completamente ai casi degli allievi. Tra l’altro, nel limite del possibile, andando a turno nelle varie strutture a “toccare con mano” le diverse realtà.

Alla fine dell’ “anno scolastico” si dovrebbe arrivare avendo appreso le basi teoriche e avendo svolto così tanto esercizio da poter fare con scioltezza un intervento Validation con anziani di tutte e quattro le fasi secondo Feil. Non è un corso “facile”, ma ha degli aspetti che lo trasformano in un percorso dove ogni difficoltà viene superata con serenità.

Alla fine dei 5 blocchi si sostengono un esame scritto e uno pratico. Qualora qualcuno non riuscisse a sostenere positivamente l’esame o una sua parte, può rifarlo qualche mese più tardi, dopo essersi esercitato ancora.

Questa è solo la patente, come diceva sempre la mia insegnante, poi solo il tempo e la passione per questo lavoro migliorano sempre di più le nostre capacità di comunicazione.

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Al corso per Conduttore di Gruppo certificato 2° livello, vi accede chi abbia conseguito il diploma di 1° livello.E’ composto da tre blocchi da due giornate l’uno e una supervisione tra un blocco e l’altro, distribuiti su un minimo di sei mesi.
Anche qui una parte è teorica e una pratica.

Gli allievi fin dal primo blocco cominciano a lavorare con un piccolo gruppo di anziani disorientati con la supervisione dell’insegnante. Questo permette di arrivare alla fine del corso a sostenere un esame teorico e uno pratico in cui si dimostra l’abilità appresa durante il percorso formativo.

Questo diploma dà la possibilità, rafforzandosi nel tempo l’esperienza del Conduttore, di condurre anche gruppi numerosi di persone con disturbi del comportamento e di gestire situazioni difficili.

E’ un lavoro impegnativo e di grande soddisfazione quello del gruppo. Proprio di recente ho partecipato ad un lavoro scientifico dove abbiamo potuto dimostrare risultati straordinari rispetto alla diminuzione dei disturbi del comportamento e di contenzione farmacologia.

Con la speranza di essere stata sufficientemente chiara vi auguro un lavoro produttivo e di soddisfazione.

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